BLOG > M4U Magazine

Coffee Chat w/ Jody Vender – Il Report

di Team Editoriale | M4U

Lo scorso 24 febbraio, grazie a Mentors4u, abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a una coffee chat con Jody Vender, figura storica e tra i pionieri del private equity in Italia. L’incontro ha offerto uno spazio di confronto autentico tra noi giovani professionisti in formazione e un senior mentor dalla carriera avviata ed affermata già dagli anni ’70 e ’80, quando il Private Equity (PE) muoveva i primi passi nel panorama finanziario italiano.

La conversazione si è aperta sul contesto macroeconomico attuale: Vender ha evidenziato come il settore stia attraversando una fase di rallentamento, riconducibile principalmente all'aumento dei tassi di interesse e alla maggiore difficoltà nelle operazioni di exit. L'allungamento dei tempi medi di disinvestimento rispetto ai tradizionali 5-6 anni rappresenta oggi una delle principali criticità del comparto, e la combinazione tra mercati azionari e livello dei tassi è stata indicata come fattore determinante per la sostenibilità dell'intero modello.

Sul fronte strutturale, Vender ha descritto il tessuto imprenditoriale italiano come caratterizzato da PMI spesso di piccole dimensioni e fortemente legate alla figura dell'imprenditore fondatore, il che rende complessa l'apertura a operazioni di aggregazione. In questo contesto, la strategia di buy-and-build è stata indicata come una delle principali leve di creazione di valore nel mid-market italiano. È emersa anche la distinzione tra Private Equity, Venture Capital e Private Banking: nel PE la leva finanziaria è strumento centrale per amplificare i ritorni; nel VC il modello si basa quasi esclusivamente  su equity e crescita ad alto rischio; nel Private Banking l'attenzione si sposta sulla gestione patrimoniale personalizzata di clienti individuali che oggi prevede anche investimenti nel Private Market.

Uno dei temi che ha suscitato maggiore interesse riguarda i percorsi di carriera. Vender è stato esplicito: entrare direttamente nel PE appena usciti dall'università può risultare subottimale. Il consiglio è stato quello di costruire prima una solida base in investment banking o consulenza strategica, dove si sviluppano competenze analitiche rigorose, familiarità con modelli finanziari complessi e un network professionale che si rivela prezioso per l'intero ciclo di vita di un fondo. Solo dopo aver maturato questa esperienza, ha spiegato, ha senso puntare al Private Equity, con l'orizzonte, per i più capaci, di aprire un proprio fondo dopo una carriera nel PE di 10-15 anni o assumere ruoli di leadership in strutture più grandi.

Al di là delle considerazioni tecniche, Vender ha sottolineato il ruolo decisivo del fattore umano: la qualità dell'imprenditore e del management team può incidere sul successo di un investimento più delle sole metriche finanziarie. Sul piano personale, ha lasciato ai ragazzi tre indicazioni semplici ma profonde: ascoltare le proprie inclinazioni, darsi del tempo senza correre, e non temere gli errori: "chi non fa non sbaglia".

L'incontro ha lasciato qualcosa di difficile da ridurre a un appunto. Non solo informazioni sul settore, ma la sensazione concreta che una carriera si costruisca per accumulo: di competenze, di errori, di persone incontrate nel momento giusto. Jody Vender non ha offerto scorciatoie, ma ci ha fatto capire che il successo professionale si sedimenta nel tempo. Un messaggio semplice, reso credibile dall'esempio di chi lo ha vissuto davvero. 

-Ottavio Augusto Di Paola, Riccardo Ferrari, Gottardo Giorgio, Pasquale Giovanni Miranda, Giacomo Savore, Sara Terzolo, Alessandro Tresoldi


Hai trovato interessante questo articolo?
Condividilo sui social o invialo a chi preferisci: